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 Lippi: noi come la Schiavone

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MessaggioOggetto: Lippi: noi come la Schiavone   Dom Giu 06, 2010 11:01 pm

ROMA - Nel 2006 dovevano avere gli occhi di tigre del Setterosa di pallanuoto campione olimpico ad Atene. Ora il modello e' Francesca Schiavone, prima donna italiana a vincere il Roland Garros. ''Grinta, passione, cuore, classe: la sua vittoria a Parigi mi ha entusiasmato, ora dovra' diventare il nostro simbolo'', dice Marcello Lippi a otto giorni dal via azzurro per Sudafrica 2010. Si avvicina il Mondiale, e come quattro anni fa si addensano nubi e polemiche. Stavolta non e' calciopoli, ma c'e' ugualmente chi chiede l'allontanamento di un giocatore, Marchisio, reo secondo il labiale di un video Youtube, di aver offeso Roma durante l'inno. ''Non credo sia possibile, e' un ragazzo fantastico'', lo difende Lippi replicando con un esplicito ''ma per favore'' alle richieste politiche di cacciata del ragazzo. Preferisce, Lippi, guardare ai modelli sportivi italiani. ''Ho letto le parole della Schiavone dopo il suo trionfo - spiega il commissario tecnico, dal suo riposo a Viareggio - Ero in camera a Ginevra, dalle 3 alle 5 del pomeriggio non mi sono perso un punto: la sua partita mi ha entusiasmato. Poi ha detto di avere dentro un'energia senza fine, di essere andata oltre i suoi limiti. Bellissimo: e' il nostro nuovo modello''. Oltre i limiti mostrati finora, di sicuro dovra' andare anche l'Italia del calcio. Ma dall'amichevole con la Svizzera Lippi esce con indicazioni confortanti. ''Sono soddisfatto, e la cosa che mi piace di piu' e' che avevamo un programma, l'abbiamo rispettato, e i risultati sono quelli attesi'', dice ricordando a tutti che la fatica nelle gambe dopo la preparazione in altura era prevista. ''Il picco c'e' stato, ma gia' da ieri si e' vista piu' brillantezza: ho detto che saremo pronti per il Paraguay. Noi abbiamo lavorato per mettere benzina nel motore, e andare piu' lontano possibile. Vedrete, ci saremo, ci saremo...''. La serata di Ginevra dice anche che il 4-2-3-1 provato in avvio di preparazione passa in secondo piano, rispetto a un assetto piu' equilibrato. ''Quattro tre tre o quattro uno quattro uno, e' un po' la stessa cosa: ho sempre detto che i moduli contano relativamente. Ne ho parlato ai ragazzi, ho ricordato loro che ne abbiamo provati due o tre, siamo una squadra versatile. Poi al momento opportuno, valutate le condizioni, scegliero' il modulo giusto''. Confortato anche dalla prestazione con i titolari della Svizzera della ''seconda squadra'' (la chiama cosi', anche se per lui ''sono tutti uguali, o quasi''), il ct azzurro parla della buona prova di Montolivo, degli errori di Cossu, dell'assenza di Pirlo. ''Ieri abbiamo pressato perche' c'era piu' brillantezza. Per sostituire Pirlo, Montolivo ha buone giocate e ieri le ha mostrate - sottolinea - Camoranesi come interno? Lui e' un tornante destro che stringe al centro. Quel che avevo chiesto a Cossu, non volevo che restasse solo largo''. Ma la forma si trovera', assicura Lippi. Ora conta ritrovare occhi di tigre ed entusiasmo. ''L'affetto degli italiani di Ginevra? Era cosi' anche a Bruxelles - conclude Lippi - Che ci amino piu' degli italiani d'Italia e' cosa certa, sara' la nostalgia di casa...''.

da ansa.it

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